Cicciano, “Non lo so” salvato dal rudere in fiamme

incendiomassaeriaserraglioCICCIANO. Unbarbonechesa spiccicare solo tre parole: “Nonloso£.La sua casa provvisoria
in una parte isolata di Cicciano alla Masseria Serraglio, zona periferica della città nei pressi del popoloso quartiere Iacp è andata a fuoco. Un rogo di natura dolosa notato da un passante che ha chiamato la polizia locale e i vigili del fuoco del distaccamento di Nola. In poco tempo il rudere è diventato una torcia infuocata con rifiuti e materiale di risulta che sono diventati incandescenti con fiamme altissime alimentate dal vento. Poco dopo è arrivata sul posto anche una pattuglia dei carabinieri della stazione di Cicciano, agli ordini del comandante Giuseppe Giudice e del vice Francesco Lullo, che da poco aveva effettuato dei controlli a un pregiudicato confinato agli arresti domiciliari. I due carabinieri si sono avvicinati alla scena e hanno da subito avvisato i presenti che in quel rudere si rifugia da anni un senza fissa dimora, un extracomunitario nordafricano conosciuto in città come “Non lo so” (uniche parole in italiano che biascica con catatonica frequenza) e che bisognava controllare se fosse lì al momento dell’incendio. Una febbrile ricerca tra le stanze infuocate della masseria quella dei due uomini della Benemerita, insieme al caposquadra dei vigili del fuoco, a caccia di “Non lo so”. Poco dopo le forze dell’ordine lo hanno trovato intontito sul solaio nella parte esterna della struttura che guardava le fiamme incenerire la struttura. Carabinieri e vigili del fuoco lo hanno portato via dall’inferno che lo avrebbe di lì a poco inghiottito. Subito dopo è stato trasportato all’ospedale Santa Maria la Pietà di Nola: qui è stato visitato dai medici del nosocomio nolano, se la caverà in pochi giorni. Problemi respiratori per i due carabinieri della compagnia di Nola, guidata dal capitano Alberto Degli Effetti, che hanno soccorso il senza fissa dimora: anche per loro alcuni giorni di riposo a causa dei fumi inalati durante l’operazione di salvataggio. Storia a lieto fine con uno strascico giudiziario: i 40 proprietari dello stabile saranno multati dalla polizia locale di Cicciano per le condizioni in cui è ridotta la struttura e per i cumuli di rifiuti abbandonati. (Il Mattino, 2 gennaio 2017)

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