Tufino, schede scomparse: annullato voto delle elezioni comunali

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TUFINO – Il voto per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale di Tufino fu irregolare. E quindi si dovrà tornare alle urne. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell’ex sindaco Carlo Ferone annullando la proclamazione degli eletti alla carica di sindaco e alla carica di consiglieri comunali del 31 maggio del 2015. Il consigliere di minoranza Carlo Ferone aveva proposto ricorso al Tar lo scorso anno per chiedere l’annullamento delle elezioni che hanno portato alla vittoria Franco Esposito con la sua lista civica “Tufino Bene comune”. Il ricorso, presentato dagli avvocati Lorenzo Lentini e Alessandro Ferone, riguarda le presunte irregolarità riscontrate nel corso delle votazioni di 18 mesi. Operazioni di voto lentissime, durate sino alle due di notte, risultate faticose in particolare nelle sezioni prima e terza. Nella prima sezione, stando al ricorso del leader di “Progresso civico”, è stata certificata una discrasia tra numero di schede votate (771) e numero di votanti (770) ed uno scrutatore non ha riconosciuto la propria firma su una scheda. Nella terza sezione non c’è corrispondenza tra schede autenticate e vidimate e schede votate. In particolare il verbale di questa sezione ha fatto emergere la mancata corrispondenza tra la sommatoria delle schede votate (886) e di quelle non utilizzate (189), pari a 1055, ed il numero totale delle schede autenticate prima della votazione (1086), con uno scarto, dunque, di ben 31 schede. Il Tar, nel settembre del 2015, respinse il ricorso di Ferone per mancanza della cosiddetta prova del resistenza perché secondo i giudici i 31 voti contestati non avrebbero comunque inficiato il risultato elettorale. Il Consiglio di Stato, quinta sezione, ha invece ribaltato la decisione del Tar. Secondo i giudici di Palazzo Spada in questo caso non “vale” la prova di resistenza perché le irregolarità denunciate riguardano la mancata corrispondenza tra il numero dei votanti e le schede scrutinate e la mancata corrispondenza del numero di schede non autenticate. In questi casi, poiché si disattende alle precise e tassative regole imposte ai presidenti di seggio ed agli scrutatori, si incorre in pericoli di alterazione del risultato elettorale sia nelle ipotesi in cui non sia stato verbalizzato il numero delle schede autenticate ovvero di quelle autenticate ma non utilizzate, sia nelle ipotesi in cui il numero delle schede autenticate ma non utilizzate risulti in verbale inferiore ovvero superiore rispetto a quello degli elettori iscritti nelle liste della sezione che non hanno votato – dice la Cassazione- sia quando,come in questo caso, non sussista la necessaria corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate. “La sentenza del Consiglio di Stato mette la parola fine ad una bruttissima pagina “afferma Carlo Ferone. “Subito si è capito che qualcosa non era andato. Ci abbiamo creduto e abbiamo combattuto per vedere riconosciute le ragioni dei tufinesi. Le elezioni – continua l’ex sindaco – le aveva vinte Progesso Civico e il Consiglio di Stato ha annullato quella competizione elettorale. Tutti a casa – conclude Ferone – ma non c’è niente da festeggiare perchè in quell’elezione ha perso solo Tufino a causa di chi l’ha privata anche del diritto alla democrazia”. Diciotto mesi difficili per il paese dello Stir e delle due discariche (sature e chiuse) di Paenzano durante i quali il Comune ha anche dichiarato il quasi fallimento per il mancato incasso di 5 milioni di euro delle quote di ritorno dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha paralizzato quasi del tutto le attività economiche dell’amministrazione. Due settimane fa ignoti avevano dato fuoco alle auto di due funzionari del Comune. Ora arriverà il commissario prefettizio e il paese tornerà al voto nella prossima tornata elettorale. (Il Mattino 16 dicembre 2016)

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