Cicciano, a 15 anni incendia due scuole: “I prof mi trattavano male”

13589109_1573185392977929_1864388076_oCICCIANO – “Odio la scuola: non mi hanno mai trattato bene”. Matteo (il nome è di fantasia) ha 15 anni. E’ seduto nella caserma dei carabinieri della stazione di Cicciano dove deve spiegare al comandante Giuseppe  Giudice perché ha dato fuoco all’asilo comunale del plesso “Basile”.  E’ un ragazzone.  Alto 1,80 metri, capelli corti, fisico imponente. Uno come tanti. Figlio di una famiglia normale  (papà dipendente azienda privata e mamma casalinga) che ha abbandonato  la scuola senza mai cominciare a lavorare. Non proprio un’eccezione da queste parti. Anzi è quasi la regola.  Amici, bar, calcetto, bisbocce. Nessun problema psicologico né altre patologie. Unico precedente l’incendio appiccato nello scorso mese di aprile alla sua ex scuola, l’istituto professionale “Leone-Nobile” di Nola quando fu identificato e denunciato dai carabinieri della compagnia bruniana coordinati dal maggiore Michele Capurso. Ora è di nuovo davanti agli uomini in divisa. Cambia solo la caserma, ma l’accusa è la stessa: incendio ad istituto pubblico. Poche parole, sguardo assente. Come un novello Nerone è stato trovato davanti all’asilo mentre bruciava. Non ha tentato di fuggire, Matteo voleva assistere alla sua opera. Ora cerca di ricostruire quello che ha fatto qualche ora prima in via Roccarainola. Venerdì pomeriggio, il 15enne di Avella, paese della Bassa Irpinia al confine col Nolano, prende il treno della Circumvesuviana (distante una sola fermata) e arriva a Cicciano.  T-shirt, bermuda e scarpe da ginnastica per combattere l’afa di questi primi giorni di estate. In tasca un accendino che diventerà di lì a poco un’arma. Percorre il lungo stradone che unisce Cicciano a Roccarainola e arriva all’asilo dove poche ore prima si erano chiuse le attività scolastiche. Sono le 17,30: il giovane entra da una porta secondaria, sceglie la stanza dove ci sono più carte, le ammassa e usa il suo accendino per dare il via al rogo. Le fiamme a causa del caldo e della fuliggine presente hanno subito divorato la stanza dove le maestre fanno pausa caffè e dove ci sono materiale didattico e la fotocopiatrice. Tutto incenerito in un amen con le fiamme che si sono propagate poi nelle altre stanze del plesso. Danni che ammonterebbero – la stima sarà ufficiale lunedì – tra i 20mila e i 40mila euro. Un vero e proprio inferno notato da residenti  e passanti che hanno allertato comune, carabinieri, polizia locale e vigili del fuoco. Sul posto sono arrivati gli uomini della Benemerita e poco dopo i pompieri che hanno domato le fiamme e messo in sicurezza l’edificio che non è stato sequestrato. Le indagini dei carabinieri sono state fulminee: tra la folla è stato notato da subito un ragazzo che guardava le fiamme soddisfatto e assente allo stesso tempo. Vicino a lui l’accendino che ha dato il via alle fiamme. Zero dubbi: il giovanissimo condotto in caserma è stato segnalato e denunciato a piede libero al tribunale dei Minorenni per incendio a struttura pubblica. “Ci dispiace molto – dice il sindaco di Cicciano Raffaele Arvonio – già da lunedì inizieranno i lavori di ripristino della scuola che era stata da poco tinteggiata. Nell’occasione ho visto quanta passione hanno maestre, personale Ata e i genitori che non hanno esitato a dare la loro disponibilità per ritinteggiare  l’edificio: una risposta della cittadinanza attiva a un caso patologico di piromania”.  Non è la prima volta che Matteo incendia una scuola: ad aprile aveva dato fuoco ad un’aula dell’istituto professionale “Leone-Nobile” a Nola che aveva smesso di frequentare da tempo: anche in quell’occasione venne subito identificato e denunciato dai carabinieri. Una lezione per niente recepita, anzi una sfida a fare l’esatto opposto.  “Volevo vedere i vigili del fuoco mentre spegnevano l’incendio” dice Matteo ai carabinieri. Una frase choc che spiazza gli interlocutori che gli chiedono il perchè del gesto. “Odio la scuola – dice a fil di voce – non mi hanno mai trattato bene”. Sa di averla fatta grossa e cerca anche di incolpare alcuni ragazzi di Cicciano ma non viene creduto. Anche la mamma, che lo ha raggiunto dai militari, non sa darsi pace. “Vedremo come fare, ci affideremo a un professionista” avrebbe confidato la donna che ripete ai carabinieri come un mantra:  “E’ sempre stato tranquillo, mai avuto problemi. Ma da quando ha lasciato la scuola forse qualcosa è cambiato”.  Altra certezza dopo il doppio rogo. Un 15enne che abbandona la scuola e ne incendia due nel giro di 4 mesi. Non è cambiato poco, è cambiato tutto. E in peggio. Dove la giustizia comincia il suo corso, la famiglia deve completare la strada: non si può bruciare una vita (e neanche due scuole) a 15 anni. (Il Mattino,  3 luglio 2016)

Grazie ad Eugenio Peluso per le foto

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