Cicciano, l’Olivo dei Crociati dalla storia alla leggenda: è albero monumentale d’Italia

ulivo1CICCIANO  Un nome leggendario e oltre 1600 anni di vita. L’Olivo dei Crociati di Cicciano è finalmente tra gli alberi monumentali d’Italia dopo che la Regione Campania ha espresso parere favorevole alla richiesta del comune di Cicciano firmata dal sindaco Raffaele Arvonio. Un albero alto oltre 15 metri con un diametro di quasi 6 metri che si trova in un noccioleto privato e difficile da vedere in via Sandro Pertini, nel quartiere Sant’Antonio, zona periferica dell’ex città della pasta. Lo stato di conservazione della pianta, descritta anche nella guida degli alberi secolari della Campania, è ottimo: non ha subito potature. Il fusto è contorto e nodoso, poi si biforca in grosse ramificazioni che sostengono una ampia e caratteristica chioma. L’albero (nome scientifico olea europea) è frequentato da merli e upupe e alla base c’è una tana di volpe. E’ conosciuto come Olivo dei Crociati perché la tradizione vuole che i crociati (Cicciano fu possedimento dei cavalieri Templari) avessero portato delle sementi dal Getsemani che poi furono piantate sul posto dai monaci che coltivavano la terra. L’età dell’albero, scoperto nel 2003, è stata valutata dalla Guardia Forestale dall’ex comandante della stazione di Roccarainola Geremia Cavezza in circa 1600 anni. Appartiene ad una varietà di cui in Italia sono stati censiti appena quattro esemplari. Nonostante la sua longevità gode di ottima salute al punto tale da produrre ogni anno tre raccolti d’olive. E dire che nel 2007 l’albero stava per lasciare il noccioleto di Cicciano per essere trapiantato a Viterbo. Il proprietario dell’albero, un contadino di 85 anni, non essendo a conoscenza delle leggi che vietano l’espianto degli ulivi secolari, lo aveva venduto per 60 mila euro ad un viterbese, il quale voleva trapiantarlo nel giardino della sua villa. Il vecchio ulivo avrebbe lasciato Cicciano con l’ausilio di due ruspe e di un elicottero. Ma tutto è rimasto com’è. Con le radici nella storia. Il Corpo Forestale ha coinvolto il Comune di Cicciano e la Soprintendenza ai Beni artistici di Napoli per l’apposizione del vincolo di bene culturale sulla pianta e ora sarà inserito anche nella banca dati degli alberi monumentali d’Italia. Tra le prime cose in programma da parte dell’ente un sentiero delimitato da una staccionata che dalla limitrofa scuola comunale dell’infanzia porti fino all’ulivo che di recente è stato anche tra i venti finalisti di un contest fotografico per la Terra dei Fuochi e che da anni è conosciuto tra le piante più belle d’Italia. “Il caratteristico tronco contorto e aggrovigliato sembra testimoniare – dice il sindaco Arvonio – i segni del tempo lasciati sull’albero donando allo stesso un fascino unico. Ho approfondito la legge 10/2013 in occasione della protesta degli ambientalisti e di alcuni cittadini a tutela dei pini di piazza Mazzini abbattuti in occasione della riqualificazione. Ebbene ho potuto appurare che non solo i pini non erano sotto tutela, ma non lo era nemmeno il nostro ulivo millenario. Da quell’amara constatazione, in merito all’ulivo,ho attivato tutte le procedure previste. Dopo dieci anni dalla segnalazione da parte del corpo forestale nessun atto da parte dell’amministrazione comunale è stato fatto in merito alla richiesta dell’opposizione del vincolo e in merito al censimento tra gli alberi monumentali. Ora l’importante è aver creato i presupposti per una seria tutela e valorizzazione che l’esemplare di ulivo merita. L’ulivo millenario di Cicciano è una testimonianza unica da salvaguardare e valorizzare nella “Terra dei Fuochi. E’ un palese esempio – chiosa il primo cittadino – di come la nostra terra non presenti solo disastri ambientali e roghi tossici, ma è in grado di accogliere e tenere in vita da oltre un millennio una bellezza naturale apprezzata da decine e decine di generazioni”. Ora, preservata la leggenda, non resta che farla conoscere a tutti. (Il Mattino, 24 giugno 2016 foto Pino Galasso)

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