Camposano, fabbrica di pellet divorata dalle fiamme

CAMPOSANO – Lingue di fuoco alte, altissime a divorare capannoni e anni di lavoro. Una coltre di fumo nera e pestilenziale che ha avvolto il cielo e ammorbato l’aria nelle ultime ore della serata. Scene da film ma pericolosamente reali. Sono le 22,30 di lunedì a Faibano, piccola frazione del comune di Camposano, quando nel deposito della ditta “Bioenergy” in via Provinciale si sviluppa un incendio di vaste proporzioni.  Preccuopazione e terrore puro per le persone che transitano in auto nella trafficata arteria che porta sia a Cicciano che a Cimitile: più di una persona chiama all’istante i vigili del fuoco del distaccamento di Nola che in breve tempo si trovano di fronte in quell’inferno dantesco. La situazione  nella ditta che produce e  lavora pellet in legna e materie derivate e esegue anche lavori di falegnameria, appare subito molto critica: un’autobotte non basta e vengono chiamati i rinforzi. Arriva una seconda autobotte e poi anche un’autocisterna per rifornire i mezzi che hanno cominciato l’attività di spegnimento. Fiamme che si propagano a una velocità spaventosa tutto quello che c’è e che sembrano voler inghiottire anche la strada provinciale, le case e gli esercizi commerciali che ci sono nelle vicinanze.  Il lavoro è andato avanti per circa quattro ore fino a quando l’incendio non viene domato e il luogo messo in sicurezza grazie anche alla presenza degli uomini del commissariato di polizia e dei carabinieri di Nola che hanno circoscritto l’area invasa da curiosi e residenti. Praticamente distrutta l’azienda con il proprietario che ha assistito al rogo e che è stato subito ascoltato dagli agenti coordinati dal primo dirigente Giovanni Mandato a cui ha riferito di non aver ricevuto minacce né richieste di matrice estorsiva. Proprietario e dipendenti avevano lasciato alle 21 circa la ditta, azienda nella quale oltre alla vendita di pellet c’era anche un attrezzato showroom per stufe e materiale da falegnameria. Ancora mistero sulle cause che hanno generato l’incendio: non è per nulla scartata la pista dolosa. Due le ipotesi al vaglio dei inquirenti e della procura della Repubblica di Nola che ha aperto un fascicolo di inchiesta: secondo i vigili del fuoco potrebbe essere un rogo volontario perché dal luogo dove si sono sviluppate le fiamme non ci sono fonti di corrente elettrica. Secondo gli agenti il rogo potrebbe essere partito da un camper presente nel cortile e potrebbe essere accidentale anche perché non sono state trovate micce, bottiglie e altri elementi che possono far invece pensare a un rogo di natura dolosa. L’area è sequestrata, il capannone è inagibile, le fiamme hanno divorato tutto ed è in pericolo anche la stabilità del tetto. Tra fiamme, fumo, paura e distruzione l’unico motivo di sollievo è che non ci sono stati feriti. (Il Mattino, 25 maggio 2016)

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