Tufino, chiusa fabbrica di buste: lavorava senza depuratori

TUFINO- Nella terra di Malaria non si respira. Un odore acre che appesta l’aria e inquina. Da tempo a Tufino, nella piccola frazione di contrada Cesina, ci sono segnalazioni di inquinamento dei luoghi e dell’atmosfera. Petizioni, proteste, segnalazioni. E ieri è arrivata la risposta dello Stato. Gli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Roccarainola e l’Arpac hanno sequestrato un’azienda che produce buste di plastica (a grana doppia, quella per supermercati e quella per i rifiuti solidi urbani). Secondo le indagini e le analisi effettuate la fabbrica non aveva l’impianto “ai carboni attivi” obbligatorio per aspirare i fumi delle lavorazioni ed emetterli depurati in atmosfera così come era stato dichiarato quando è stata chiesta l’autorizzazione all’apertura, avvenuta oltre un anno fa. In più i 10 lavoratori, provenienti dall’hinterland nolano e napoletano, lavoravano senza mascherine e senza altri tipi di protezioni: la situazione diventava particolarmente pericolosa quando le macchine lavoravano ad alta temperatura (oltre 200 gradi) per dare consistenza alle buste. Una circostanza per la quale all’esterno i residenti sentivano come odore di plastica bruciata. Per questo l’amministratore della società, un 55enne di Acerra, è stato denunciato per emissioni in atmosfera, getto pericoloso di cose in aria e violazioni del testo unico sull’ambiente: rischia fino ad un anno di reclusione e una maxi multa. La fabbrica è stata immediatamente chiusa e messa sotto sequestro. Difficile stabilire, viste le tante anomalie riscontrate, quando la fabbrica riaprirà i battenti. Un altro colpo all’inquinamento ambientale dell’area del Nolano che nell’ultimo rapporto Malaria di Legambiente indossa la poco lusinghiera maglia nera per le emissioni record di polveri sottili con il comune di San Vitaliano che ha sforato nel 2015 per 127 volte il limite di pm10 consentito dalla legge. Una problematica preoccupante che ha fatto sì che l’Arpac installasse nel comune di Casamarciano, confinante con Tufino, una centralina per rilevare l’inquinamento in una zona dove è presente una cava estrattiva. (Il Mattino, 6 febbraio 2016)

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