Nola, la guerra della Polizia Stradale a WhatsApp

NOLA. WhatsApp al volante, pericolo costante. Una cattiva e dilagante abitudine quella di chattare, scambiare foto e inviare messaggi vocali attraverso una delle applicazioni più social. Ma non solo. C’è la notifica del gruppo di cucina, l’appuntamento per la partita, il compleanno segnalato da facebook, l’amico da retwittare, la foto carina di instagram da postare.Sarebbe un mondo virtuale, ma diventa troppo spesso pericoloso per chi si imbatte nel cerchio compulsivo del social network. Tanti, troppi automobilisti letteralmente rapiti dal dover comunicare ad ogni costo mentre si è alla guida: spesso e volentieri questa mania provoca litigi, rallentamenti, incidenti (in alcuni casi anche gravi).

Una situazione in precipitosa ascesa che è oggetto di controlli sempre più serrati e capillari da parte della polizia stradale di Nola, coordinata dal primo dirigente Carmine Soriente.Anche questa settimana nel corso dei controlli sulla sempre trafficata strada statale 7bis sono fioccate le infrazioni e la relative multe per gli indisciplinati al volante: oltre 20 le persone in poche ore di verifiche delle pattuglie – che si sono viste appioppare un verbale da 161 euro e decurtare 5 punti dalla patente di guida (come prevede l’articolo 173 del codice della strada). Una media in costante e vertiginosa ascesa che fa dell’uso del telefonino alla guida uno dei problemi più sentiti e che più allarma i rappresentanti delle forze dell’ordine.

Un comportamento ormai senza controllo: per tante multe e controlli severi che si fanno, ce ne sono altrettanti che sfuggono e che sono la tra le cause più ricorrenti di tamponamenti sulle strade del nolano, molte delle quali a scorrimento veloce e a doppia corsia dove basta poco per invadere la carreggiata opposta come la strada statale 7bis e la via Nazionale della Puglie. Usare il cellulare alla guida, secondo studi recenti dell’Aci e dell’Istat, rallenta i tempi di reazione di circa il 37% mentre l’utilizzo della cannabis ritarda del 21% e il consumo di alcolici, entro i limiti di legge, del 13%.In pratica usare il telefonino per inviare o leggere un messaggio o una notifica mentre si guida sarebbe molto più rischioso che guidare sotto l’influenza di alcool e droghe, anche perché per farlo bisogna staccare le mani dal volante (anche se c’è chi lo fissa al centro dello sterzo), si deve distogliere lo sguardo per circa 5 secondi per leggere il testo e pensare alla eventuale risposta.Stando alla ricerca, chi spedisce o scrive messaggini mentre guida avrebbe inoltre il 91% di possibilità di sbandare con l’automobile, contro il 35% dei consumatori di cannabis. Se per mandare un messaggio ci vogliono circa dieci secondi (per prendere il cellulare, sbloccarlo, aprire l’applicazione e scrivere il testo mentre per un selfie ce ne vogliono 14), il conducente perde di vista la strada per un tratto di circa 300 metri, in cui può succedere davvero di tutto: sbagliare curva, finire contro mano, investire un pedone o un ciclista, finire contro un palo. E tutto questo per non perdere una notifica.

Una vera ossessione. Un’ebbrezza tecnologica – come la definiscono i ricercatori – che può essere fatale. E dal mondo virtuale al guaio reale il passo è davvero breve. (Il Mattino 12 maggio 2016)

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