Maltempo nel Nolano, the week after. Rabbia e denunce

tufino1TUFINO –  Summer storm, sette giorni dopo. Il sole e l’afa hanno in parte asciugato la bomba d’acqua che è “esplosa” sul Nolano ma non le lacrime di rabbia dei cittadini colpiti in maniera pesante dal maltempo. Una furia devastante quella della natura che ha messo in ginocchio i comuni, e alcune frazioni, di Camposano, Comiziano, Cicciano, Nola, Roccarainola e Tufino. Proprio in quest’ultimo comune la situazione è quella più difficile in particolar modo nella zona del Rione Ferone. Qui la copiosa pioggia ha riempito l’alveo che costeggia la strada: la massa d’acqua è diventata una valanga melmosa che ha sfondato il muro dalla consistenza del burro e ha invaso coltivazionie abitazioni. Giorni dopo la melma è diventata la polvere che fa da contorno a una situazione ancora difficile per 30 famiglie. I box auto hanno un nuovo padrone: il fango. Alcune automobili sono state tirate fuori, ma una, quella di un 80enne diabetico che dal giorno del nubifragio non è uscito di casa, è ancora intrappolata nella melma. Persi scaffali e vestiti del cambio stagione, mobili ed attrezzi, elettrodomestici. “Stiamo lavorando e siamo completamente soli – dice un cittadino – non abbiamo visto la Protezione civile, qui abbiamo lavorato solo noi ed i vigili del fuoco”. Una versione corretta dal comandante della polizia locale Michele Arvonio: “Abbiamo fatto il possibile e l’impossibile con i limitati mezzi a nostra disposizione. Abbiamo attivato da subito con il sindaco l’unità di crisi e siamo stati al fianco delle altre forze dell’ordine e dei cittadini. Per quanto riguarda la pulizia dei regi lagni abbiamo scritto diverse lettere urgenti ala Regione (unico ente che si può occupare dei canali borbonici) fin dal 2013 segnalando la situazione critica e la necessità della manutenzione degli alvei ma nulla è cambiato”. Situazione in lento miglioramento a Cicciano a ridosso dell’alveo Avella dove alcune case sono state allagate per giorni e sono state liberate dai vigili del fuoco: qui è crollato il muro di contenimento del lagno che ha distrutto parte di uno studio medico e di una falegnameria artigianale. “Per fortuna che gli alvei sono stati puliti 5 mesi fa, altrimenti ci sarebbe scappato il morto” commenta Antonio Amato, presidente del Consiglio comunale. Compromesse anche diverse coltivazioni a Camposano dove l’acqua ha distrutto i raccolti nella zona di via Capua. A Comiziano, in un terreno privato, si è aperta una voragine profonda almeno 15 metri e di 2 metri di diametro prontamente circoscritta. Detriti e polvere ancora presenti anche a Nola e Roccarainola. I danni si stimano in oltre 5 milioni di euro e i sindaci dei comuni colpiti approveranno una delibera nei rispettivi civici consessi per la richiesta di calamità naturale. Poi incontreranno l’assessore regionale alla protezione civile Edoardo Cosenza per un tavolo di confronto sulla questione regi lagni chiedendo costante manutenzione, ricostruzione delle sponde, sorveglianza contro abusi e sversamenti. Ma la percezione del pericolo qui è cambiata:  quando inizia a piovere ora la gente ha paura. E ha ragione. (Il Mattino 27 giugno 2014)

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