Discariche, 100 (e più) senza lode al territorio Nolano: la mappa del disastro

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Nello Lauro NOLA. La terra delle discariche. Dove gettare il rifiuto è un’abitudine. E’ la pubblicità regresso di un’area appena inserita dal Governo nel decreto della terra dei fuochi. Qui, per citare alcuni esempi,  si trovano, a Tufino, due discariche sature (Paenzano 1 e Paenzano 2) e uno Stir, che genera polemiche, puzza e ricorsi. Qui, secondo le dichiarazioni del pentito Carmine Alfieri, sarebbero stati sepolti fusti tossici nella zona dove sorge il centro commerciale Vulcano Buono e poco lontano il depuratore di Boscofangone è finito nelle inchieste per gli scarichi nelle acque dei Regi Lagni.  La parola discarica precede il luogo del misfatto come la quantità e la pessima qualità del rifiuto abbandonato e gettato in quella diventata una parte della Campania Infelix. A rendere più fosco il quadro appena dipinto, ora spunta un nuovo dossier che parla di centoundici discariche distribuite su 500mila metri quadrati. Rifiuti su rifiuti. In superficie, in profondità., bruciati, abbandonati, Pericolosi, speciali e anche normali. E’ una mappatura redatta dalle forze dell’ordine del Nolano (Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia e Polizie Locali) che hanno censito diversi siti tra Nola, Marigliano, Cicciano, Roccarainola, Acerra e Visciano. Tra i rifiuti trovati e catalogati c’è davvero di tutto: scorie di fonderie, fluff, cavi elettrici tranciati, materiale di risulta, amianto, pneumatici, polveri grigie, fusti, stracci. Una bomba ecologica. Particolare problema è rappresentato dal fluff, rifiuto pericoloso che deriva da parti dell’auto come la plastica, le schiume, la gomma, il vetro ed alcune polveri metalliche, vernici ed i tessuti di rivestimento: scarti che contaminano terreno e  falde, rilasciando, col tempo, diverse sostanze tossiche. Nella maggior parte dei casi, questi materiali quando vengono inceneriti producono emissioni inquinanti come polveri sottili, anidride carbonica e altri gas dannosi.  Un campionario di crimini seppelliti e gettati nella zona Asi di Nola, nell’area di Boscofangone, sulla statale 7bis, in località Ponte dei Cani, in via Tavernanova, nei lagni e nei canali. E in 35 casi su 111 “i signori dei rifiuti” hanno anche violato i sigilli a discariche già chiuse e sequestrate per riempire ancora di scarti le zone già martoriate. Uno scempio senza fine corredato da incendi, scarico di scorie in acqua e scarico di lastre di eternit che hanno devastato diverse campagne del Nolano: le forze dell’ordine nolane hanno calcolato che i rifiuti hanno ricoperto oltre 500mila metri quadrati di territorio nelle città oggetto della mappatura. Uno squarcio nell’inferno del sottosuolo dell’area nolana, una situazione simile ad altre in questo territorio pieno di cave, vecchi pozzi, buche riempite in maniera misteriosa e costretto a subire uno sfregio al giorno. L’ultimo sfregio.

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