AAA cercansi turisti per le Basiliche Paleocristiane

20130904_115006 

Tracce di turisti nella Pompei della cristianità. Visitatori che si possono contare sulle dita di una sola mano. Cinque paganti o poco più al giorno. Un crollo verticale, progressivo per le basiliche paleocristiane di Cimitile, uno dei monumenti religiosi più suggestivi nel mondo. Dal 2004 (anno del numero massimo di biglietti staccati, 4.856) le presenze sono diventate sempre più sparute e il complesso ha perduto quasi il 50% dei turisti (nel 2012 i biglietti pagati sono stati 2052). A “gonfiare” il numero delle visite complessive concorrono due eventi come il Premio Cimitile e il Pomigliano Jazz festival che hanno portato qui personaggi prestigiosi della cultura, della politica e dello spettacolo. E dire che la bellezza e il fascino di questo posto unico restano. Quando entri in quello che è stato definito il crocevia dello spirito è impossibile restare indifferenti alla magnificenza del luogo di culto per eccellenza fin dal paganesimo, quando fu costruito un tempio dedicato alla divinità di Ercole. Dal III secolo, quando qui fu sepolto Felice, santo patrono di Nola, la sua tomba si trasformò in sito di pellegrinaggio: un flusso incessante, continuo e sempre crescente tanto che la prima basilica fu inglobata in una nuova struttura facendo nascere il complesso che conta 7 edifici di culto. Oggi le basiliche sono per metà proprietà del Comune e per metà della Curia sulla base di una convenzione trentennale che scadrà tra due anni. Come entri, il mondo che si apre davanti fa dimenticare il mondo che c’è fuori: un’aria impregnata di storia e religione diventa osmosi intorno alla  tomba del santo Felice su cui pregò anche Giovanni Paolo II nel 1992. Emozionante visitare il piccolo antiquarium (su richiesta) dove è però esposto solo il 10% del materiale ritrovato, perché manca lo spazio per l’esposizione e mancano anche i dipendenti (sono appena due “prestati” dal Comune e che fanno i turni). Da questa saletta espositiva si accede in un cunicolo in cui si racconta che fu fatto prigioniero  e condannato a morte San Gennaro: la leggenda narra che il futuro patrono di Napoli uscì indenne da una fornace ardente che è ancora in piedi sebbene mortificata da graffiti moderni di scolaresche poco interessate alla cultura. Poco distante la lunetta con Giona nella pancia della balena, affresco appena tornato a Cimitile dopo un periodo di esposizione al museo di Berlino. A fare ombra a questi cimeli dell’arte religiosa quello che viene definito il primo campanile della cristianità che guarda silenzioso la suggestiva basilica dei Martiri (chiusa per restauro) in cui furono rinvenute  tracce del  culto gnostico della Maddalena. Meraviglie nascoste, tra cui varie tombe pagane (ad arcosolio in mattoni arrotondati) e altri superbi affreschi. Una bellezza che emoziona e quasi sconcerta. Ma le basiliche paleocristiane di Cimitile restano ai margini del turismo di massa e diventano con gli anni che passano un sito di “nicchia” soprattutto per turisti italiani, tedeschi, francesi (in particolare provenienti da Bordeaux, città di San Paolino, il governatore romano convertitosi e diventato poi vescovo di Nola, fondatore delle basiliche) e per tanti studenti universitari (600 in media all’anno dalla Federico II, Fisciano, Suor Orsola Benincasa e Cassino). Pompei è distante appena 33 km ma con i suoi oltre due milioni di visitatori è lontana anni luce da Cimitile che ne fa appena 10mila tra paganti, gratuiti e manifestazioni. Perché questo crollo di visite? Prova a spiegarlo l’architetto Michele Papa, storico responsabile dell’ufficio tecnico comunale: “Cimitile non si trova sui circuiti campani ma è visitata da tanti studiosi e architetti di fama mondiale. Da un certo punto di vista le basiliche sono un gioiello per gli intenditori e non per il turismo ‘mordi e fuggi’. Sul numero in diminuzione dei paganti penso sia un fattore legato alla crisi economica (il biglietto costa 4 euro, una guida non ufficiale 30) e anche al fatto che oggi il turista non si accontenta di visitare in due ore un sito senza che ci siano altre offerte dal territorio.  La mancanza di un sistema integrato fa soffrire il turismo interno e penalizza l’intero indotto in quanto i visitatori non si fermano nei nostri ristoranti e nei nostri alberghi”. Per le basiliche sono molti i progetti messi in campo per valorizzarle: “Stiamo allestendo con fondi regionali un ticket office con una sala conferenze all’esterno, inoltre c’è anche un nuovo piano (con Camposano e Roccarainola) per creare un bed and breakfast a gestione privata ma di proprietà comunale per  circa 20 posti letto. In più stiamo pensando di fondare una scuola di restauro in un edificio che prima ospitava delle suore”. Idee per salvare questo luogo di culto – la più antica testimonianza del Cristianesimo in Italia –  figlio di un Dio minore lontano dal grande circuito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...