Parlo anch’io, no tu no….le cronache consiliari

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Alla fine la montagna ha partorito un topolino. Si attendeva un consiglio comunale rovente, è stato – tranne per il caldo in sala – un’assise tiepida. riscaldata appena da qualche colpo di coda di qualche “consiglierino” . Tra “giornalini”, interviste, regolamenti e recriminazioni con invocazioni (talvolta giuste) all’applicazione di un regolamento, che pochi conoscono e molti non impareranno mai, è andato in scena il terzo consiglio comunale della seconda era Arvonio, nulla di memorabile fatta eccezione per i colpi tentati e non riusciti nel corso della seduta. Anche questa volta solo posti in piedi per assistere alla pubblica assise dove era tra i punti all’ordine del giorno la sfiducia al vicesindaco Maria De Riggi. Galeotta fu l’intervista al giornalelocale.it (che sebbene definito da qualcuno “giornalino” ha dato lo spunto per proporre la mozione consiliare) e la risposta piccata dei dipendenti comunali, argomenti sellati e cavalcati al galoppo dai due gruppi di minoranza. Peccato che il cavallo della polemica abbia trovato 11 ostacoli (leggi consiglieri di maggioranza) sulla sua strada e l’annunciata corsa in discesa è diventata una corsa solitaria. Eh già, perché dopo la difesa d’ufficio della Merkel ciccianese (al secolo Maria De Riggi) la maggioranza si è alzata e ha lasciata l’aula proprio come fanno per gioco gli adolescenti che lasciano un amico da solo quando inizia a parlare. Qui non siamo al bar ma questo è lo spirito poco politico, per nulla cavalleresco e tutto di sfida tra due parti; divide e non unisce due schieramenti che si sono osteggiati e si osteggiano ancora al di là (e anche al di qua) delle parole di circostanza e delle annunciate intenzioni (tsè) di fair play. Qui ci sono avversari, nemici a ogni carta, a ogni decisione. Dubbi legittimi (o meno fa lo stesso) su tutte le scelte; non inganni che qualche punto venga approvato all’unanimità: quella è solo per i consigli di un circolo ricreativo per l’acquisto di un nuovo mazzo di carte. Votate anche le commissioni consiliari per le quali l’opposizione ha scelto con cura maniacale e strategica dove piazzare i suoi consiglieri: anche lì aspettiamoci fuochi d’artificio. E’ la politica, bellezza.

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