La piazza dei desideri….all’incontrario va

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La piazza delle piazze si è riaccesa. Come una lampadina. E come sempre, quando ci sono le elezioni. Quelle comunali. Chi si  aspetta un giudizio su questo o quel candidato resterà deluso e quindi può anche lasciare qui la lettura di questo post. Non che io non abbia un pensiero, anzi. Non che io non voglia esprimere un giudizio, tutt’altro.  Ma non entro a gamba tesa nella campagna elettorale di nessuno dei suddetti. Ognuno faccia la sua strada in libertà ed autonomia come io percorro la mia (difficile come e più della vostra).  Tra venerdì (Raffaele Arvonio-day) e domenica (GiuseppeTarantino-day) il popolo è accorso numeroso ad ascoltare, diciamo a vedere, le liste che si affrontano per la “presa” del Comune. Lo spirito è quello di sempre tra curiosità, voglia di sentire qualcosa di nuovo, desiderio di cambiare. Parenti, amici, sostenitori, avversari, nemici. Tra le migliaia di orecchie che ascoltano ci sono la metà dei cuori che sperano in quello che si sentono promettere dal palco dei desideri, quello dell’eterno pensiero positivo, quello dove tutto è possibile in poco tempo, quello dove tutti sono sorridenti, quello dove tutti vogliono e possono. Un luogo intitolato a Giuseppe Mazzini, uno dei padri della democrazia europea. Chissà se lui da lassù…. Cicciano è un paese di sognatori, di politici, di allenatori, di sportivi, di scrittori ma si vive poco e si ama ancora meno. Meglio e più veloce distruggere che godere di una vittoria (in ogni campo) altrui: qui, dove la pasta aveva una casa e il mercato un senso, il campanilismo e l’amore per il proprio borgo sono ai minimi: sì, parlarne bene altrove con gli sconosciuti significa  solo amare se stessi, non la propria città. E questo si avverte in chi parla e chi ascolta: tutti dicono viva Cicciano, ma in pochi la vivono veramente. Tutti la vogliono migliorare e poi in pochi realmente lo fanno. Cicciano è una foto desueta, ingiallita dal tempo che fu, cristallizzata agli anni ruggenti dell’economia di Russo e Vitale. Ora è (quasi) un dormitorio: lo vedi anche in politica dove molti professionisti hanno fatto il gran rifiuto, alcuni hanno preferito rinunciare e altri ancora non hanno avuto la forza e il coraggio di rischiare. Comprensibile, giustificabile: ma perché farlo? Non rispondete…. è una domanda retorica che ha mille risposte nessuna delle quali può integrarsi con la precedente e con la successiva. Anzi il più delle volte sono discordanti, quasi opposte. In Giappone si dice che dopo la pioggia il terreno si indurisce: a Cicciano è diventato un cemento. E si dice anche che l’acqua rovesciata non tornerà nel vaso: è vero, bisogna andare avanti  magari guardando gli errori degli altri  e correggendo i nostri. Saggezza popolare . Vita vissuta. Ce la faremo?

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3 pensieri su “La piazza dei desideri….all’incontrario va

  1. il mio pensiero personale… e che vinca chi ha più idee concrete!!! ogni paese, piccolo o grande, avrà sempre il politico che rispecchia la cultura e le prospettive del paese!!! purtroppo, siamo abituati ad affidare la nostra vita, il nostro pensiero alla politica cancellando le nostre emozioni e prospettandoci in un futuro che non rispecchia la nostra indole, moralità e competenze. solo quando tutti quei cittadini presenti nella foto, lavoreranno affianco all’amministrazione, pressandola nelle scelte definite “popolari” da chi ha il timore di non avere più la possibilità di comandare… il cambiamento deve avvenire dal basso, quando un paese ha voglia di cambiare, di essere i politici cambieranno…
    Alla fini vi faccio i miei auguri e che Cicciano, come Roccarrainola ed altri territori possano uscire da vecchi schemi e VIVERE….
    Saluti
    Domenico Miele
    Sasso di Roccarainola

  2. Buona sera a tutti i miei compaesani Ciccianesi,
    vorrei semplicemente dire che la lingua italiana non va interpretata, quello che una persona scrive è quello che semplicemente pensa. Mi sento fortunata di vivere in un paese libero dove tutti possono esprimere le proprie idee, PERO’ E’ BENE SAPERE CHE LE COSE LETTE DEVONO ESSERE RIPORTATE NEL MODO IN CUI VENGONO SCRITTE E NON NEL MODO IN CUI VENGONO INTERPRETATE A PROPRIO MODO, FACENDO POI IL GIRO DEL MONDO IN MODO SBAGLIATO!!! Il Sig. Tommaso Cavezza, pur non abitando più a Cicciano, come me del resto, augura ai suoi compaesani di vivere in un futuro migliore, dove ci sia spazio ai giovani, spazio a idee nuove e innovative…..tutti in generale amiamo lamentarci, ma questa forse è la buona occasione di rivoluzionare un paese. Non viene recriminata la vecchia amministrazione, ma credo che una persona possa credere e pensare ad un’amministrazione giovane, ad una politica giovane e all’opportunità di avvicinare i giovani come me ad una sana politica. Chiunque può sponsorizzare una lista civica piuttosto che un’altra, una preferenza di persona piuttosto che un’altra o un’idea politica piuttosto che un’altra….qual è quella persona che non lo fa? Quindi, se il Sig. Tommaso Cavezza ha espresso liberamente il suo pensiero su una lista civica, credo possa farlo, non per questo per forza condiviso ovviamente da altri; qualcuno si chiederà come mai io ci tenga a precisare tutto ciò, e semplicemente perché nessuno rema contro altri, ma il pensiero di credere ad un futuro migliore e di lasciare lo spazio ai giovani credo che si possa esprimere.
    Nella speranza di una sana comprensione dei lettori, auguro una buona campagna elettorale a tutti.
    Clotilde Cavezza, figlia di Tommaso Cavezza

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