Elezioni, le alleanze si fanno con il Lego (City)

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Sono i giorni dell’ira (con la lettera rigorosamente minuscola). A Cicciano ci sono le elezioni. Se ci fossero dei controlli sulle telefonate che partono dall’ex paese della pasta si resterebbe esterrefatti dalla impressionante mole di chiamate fatte/ricevute dalle persone che vogliono tentare la scalata al Comune. E’ già mercoledì e sabato (entro e non oltre le 12) si consegnano le liste, i simboli, e i programmi (tsè) per (tentare) l’amministrazione della città per i prossimi 5 anni. Di per sé sarebbe già un miracolo. Ma per il paese della trattativa ad oltranza, dell’inciucio ossessivo, del cinico opportunismo è ancora mercoledì. C’è tempo per ascoltare, c’è tempo per decidere. Qui chi ha tempo aspetta il tempo o quanto meno aspetta il treno giusto per salire perché a Cicciano conta (solo) il risultato. L’impegno deve essere giustificato dalla vittoria perché l’opposizione parla ma non decide. E’ contata ma non conta. Si sbatte ma non serve. E allora quante sono le liste? Da una a cinque con il resto di tre. Difficile, diciamo impossibile pronosticare il finale: la piazza (ri)bolle come sempre: monta e smonta le alleanze come i bambini fanno con il Lego City. Sponsorizza e critica  gli accordi come le ricamatrici facevano sotto i portoni negli anni 70. Del resto anche loro sono elettori. E sanno che incidono e contano quanto il due di briscola. Intanto al Comune in maniera (quasi) segreta alla chetichella i candidati vanno a firmare l’accettazione della candidatura e in molti non sanno in quale lista finiranno fino a venerdì notte, diciamo sabato mattina all’alba.  Con la caccia a trovare le 5 donne per “apparare la lista”. Quello che conta ora non conta 60  minuti dopo perché tutto è friabile, tutto modificabile. Ma il tempo passa lo stesso e il guazzabuglio diventa caos. Un caos calmo per chi gestisce da anni trattative infinite fino allo sfinimento fisico dei contendenti. Tutti sono in gioco e tutti vogliono entrare in lista. Ma solo per vincere. Solo per fare l’assessore. Solo per… Perché il resto è….opposizione.

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